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Diagnosi on-line
     
  Informazioni sul test  
     
  Il test si compone di varie domande, suddivise per tipologia, utilizzate per ottenere i risultati indicativi.
Le prime domande sono finalizzate alla determinazione del punteggio di Beighton, le successive per valutare i criteri di Brighton e l'ultima è invece specifica per la diagnosi della sindrome di Ehlers Danlos.

L' ipermobilità articolare o iperlassità articolare.

Con il termine ipermobilità si intende la capacità non comune di riuscire a muovere alcune articolazioni oltre i limiti considerati normali. Tale attitudine può essere presente fin dai primi anni di età, ad esempio consentendo di ruotare gli arti in posizioni inusuali. L'ipermobilità è più frequente nelle donne, coì come per talune etnie razziali e solitamente la lassità articolare tende a diminuire con l'avanzare dell'età.

La misura del grado di ipermobilità articolare

La misurà dell'ipermobilità articolare è una procedura complicata, soprattutto a causa delle differenze anatomiche e fisiologiche, che caratterizzano ogni individuo.
Il professor Peter Beighton propose un sistema, conosciuto con il nome di "Beighton's score", ancora oggi utilizzato per valutare l'ipermobilità articolare.
Il test prevede un massimo di nove punti, attribuiti in base ai risultati ottenuti in altrettante prove. Al superamento di ciascuna prova si aggiunge un punto al proprio "score".
Le prove sono riportate nelle immagini seguenti:
Riesci a mettere le mani sul pavimento mantenendo le ginocchia distese ?
Si 1 punto
   
Riesci a piegare il gomito al contrario ? (oltre il 10%)
Destro si 1 punto
Sinistro si 1 punto
Riesci a piegare le ginocchia al contrario ? (oltre il 10%)
Destro si 1 punto
Sinistro si 1 punto
Riesci a piegare all'indietro il tuo pollice fino a raggiungere l'avambraccio ?
Destra si 1 punto
Sinistra si 1 punto
Riesci a piegare all'indietro le dita oltre i 90 gradi ?
Destra si 1 punto
Sinistra si 1 punto

 
La maggior parte delle persone raggiunge un punteggio inferiore a due. Tra le persone "sane" soltanto il 3 o 4 % raggiunge o supera i 4 punti.
Un punteggio di oltre 4 punti, in presenza di dolore articolare (artralgia), da almeno tre mesi, a carico di 4 o più articolazioni,  può indicare l'ipermobilità articolare.
Tuttavia è bene affidarsi a medici specialisti, prima di poter confermare tale diagnosi.

Criteri di Brighton ed iperlassità articolare

Il punteggio di Beighton, pur rimanendo un valido strumento diagnostico, è stato integrato dalla valutazione di altri segni clinici e sintomi, in modo tale da rendere più affidabile la diagnosi di iperlassità articolare.
Nel 1998 furono introdotti alcuni criteri diagnostici e di valutazione, conosciuti con il nome di "Criteri di Brighton".
Tali criteri permettono di prendere in considerazione anche la possibilità che un numero di articolazioni minore di quattro sia colpito.
L'ipermobilità può interessare inoltre, anche altre parti del corpo (cute e tessuti molli) e non solo le articolazioni.
I criteri di Brighton, come mostrato in tabella, si dividono in maggiori e minori.

Criteri maggiori (principali) Criteri minori
Punteggio di Beighton pari o superiore a 4 Punteggio di Beighton di 1,2,3 oppure 0,1,2,3 in persone con più di 50 anni.
Dolore a 4 o più articolazioni da almeno tre mesi Dolore a 3 o più articolazioni, o alla schiena, da almeno tre mesi
  Lussazione articolare
  Tre o più lesioni ai tessuti molli
  Statura particolarmente elevata, magrezza, dita insolitamente lunghe e sottili (aspetto marfanoide)
  Cute sottile, insolitamente elastica, con smagliature e cicatrici evidenti, che si presentano anche a seguito di piccoli tagli
  Palpebre cadenti, miopia, occhi a mandorla
  Ernia o prolasso uterino o rettale. Vene varicose.

Interpretazione dei criteri:
La diagnosi di ipermobilità è positiva se sussiste uno o più dei seguenti casi:

- 2 criteri maggiori, 1 minore
- 1 criterio maggiore, 2 minori
- 4 criteri minori
- 2 criteri minori in presenza di un parente di primo grado (genitori, figli, fratelli, sorelle) con diagnosi confermata.

La diagnosi della sindrome di Ehlers Danlos

La diagnosi della sindrome di Ehlers Danlos è molto complessa e sicuramente non può essere basata unicamente sui risultati di un test. Anche e soprattutto in questo caso, è di fondamentale importanza rivolgersi ad un medico specialista.
La sindrome di Ehlers Danlos, come descritto in maggior dettaglio in questa pagina, è una patologia che è determinata da diverse cause e si presenta con una sintomatologia anche molto differente da paziente a paziente.
Consideriamo i seguenti fattori, fondamentali per effettuare, almeno molto indicativamente una diagnosi.

- Iperestensibilità cutanea, cute elastica e sottile, cicatrici evidenti anche per tagli minimi.
- Fragilità dei tessuti molli, ecchimosi, ematomi, etc..
- Ipermobilità articolare (almeno per alcuni tipi di EDS, come per il tipo ipermobile).

La sussistenza di uno o più di questi fattori è molto indicativa e specifica, infatti tali aspetti non sono solitamente molto comuni, tra le persone "sane", al contrario sono caratteristiche usuali della sindrome di Ehlers Danlos.
Anche per quanto riguarda la lassità articolare, tra le possibili cause, vi è un difetto genetico nella produzone del collagene, materiale costitutivo di tendini e legamenti.
La percentuale di probabilità, mostrata al termine del test, tiene conto della presenza "pesata" di questi fattori e dell'ereditarietà della sindrome.

Riferimenti princpali

Di seguito sono elencati alcuni riferimenti e collegamenti, da cui sono tratte la maggior parte delle considerazioni mediche presentate in questa pagine, ed alla base del test diagnostico.
Vi consigliamo di leggere in modo approfondito ogni articolo.

Beighton, Brighton ed ipermobilità articolare
Criteri diagnostici per la sindrome di ipermobilità articolare (JHS)
Sindrome di Ehlers Danlos
 
Test diagnostico

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